Sunday, October 10, 2010
VIOLENTAVA SORELLINA DI 2 ANNI DELLA FIDANZATA, ARRESTATO 21ENNE
Sunday, September 19, 2010
Uccide il padre-pedofilo e dà alle fiamme il corpo

L’anziano stava scontando una condanna a sei anni di arresti domiciliari in una casa di riposo per anziani della provincia di Taranto. Il 26 luglio scorso, ottenuta la libertà per l’avanzata età, il figlio imprenditore era andato a prelevarlo dall’ospizio e lo aveva portato in una casa di campagna nella disponibilità della famiglia dove avrebbe dovuto vivere da solo. Il risentimento che covava dentro, però, deve aver scatenato la lite conclusa con l’uccisione dell’anziano che avrebbe battuto violentemente la testa sul pavimento. È stato poi il figlio omicida a raccontare il seguito. Abbandonato il corpo senza vita nel casolare rurale, è tornato il giorno dopo con l’intento di far scomparire il cadavere. Ha messo così il corpo all’interno di un vecchio deposito per l’acqua fatto di cemento-amianto dandovi fuoco, che ha alimentato per dodici ore di seguito. Alla fine ha raccolto i pochi resti del padre in un recipiente gettandoli in un vicino campo.
Ammiro con tutto il mio cuore il padre della bambina , io avrei ucciso anche la moglie che permetteva tutto ciò ( cavolo ma è tua figlia come si fa ad essere così crudeli ) . Questa è l'Italia dove i pedofili non stanno in carcere ma scontano la loro pena agli arresti domiciliari quindi , visto che la giustizia non esiste , è meglio farsela da soli , almeno il padre poule andare in carcere con la testa alta .
Friday, June 25, 2010
COMBATTO CONTRO LA PEDOFILIA E LA VIOLENZA ALLE DONNE

La nostra risposta all'orgoglio pedofilo! Il sostegno alle vittime dei predatori di bambini! | PEDOFILIA: blog L'Inferno degli Angeli
Wednesday, June 9, 2010
Pedofilia clericale - Documenti
Pedofilia clericale - Documenti
Guida alla comprensione delle procedure di base della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) riguardo alle accuse di abusi sessuali
Dal sito del Vaticano il documento che regole le azioni della Chiesa Cattolica sugli abusi sessuali
La disposizione che deve essere applicata è il Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela del 30 aprile 2001 insieme al Codice di Diritto Canonico del 1983. La presente è una guida introduttiva che può essere d'aiuto a laici e non canonisti.
A. Procedure preliminari
La diocesi indaga su qualsiasi sospetto di abusi sessuali da parte di un religioso nei riguardi di un minore.
Qualora il sospetto abbia verosimiglianza con la verità, il caso viene deferito alla CDF. Il vescovo locale trasmette ogni informazione necessaria alla CDF ed esprime la propria opinione sulle procedure da seguire e le misure da adottare a breve e a lungo termine.
Va sempre dato seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte.
Nella fase preliminare e fino a quando il caso sia concluso, il vescovo può imporre misure precauzionali per la salvaguardia della comunità, comprese le vittime. In realtà, al vescovo locale è sempre conferito il potere di tutelare i bambini limitando le attività di qualsiasi sacerdote nella sua diocesi. Questo rientra nella sua autorità ordinaria, che egli è sollecitato a esercitare in qualsiasi misura necessaria per garantire che i bambini non ricevano danno, e questo potere può essere esercitato a discrezione del vescovo prima, durante e dopo qualsiasi procedimento canonico.
B. Procedure autorizzate dalla CDF
La CDF studia il caso presentato dal vescovo locale e, dove necessario, richiede informazioni supplementari.
La CDF ha a disposizione una serie di opzioni:
1. Processi penali
La CDF può autorizzare il vescovo locale a condurre un processo penale giudiziario davanti a un Tribunale ecclesiale locale. Qualsiasi appello in casi simili dovrà essere eventualmente presentato a un tribunale della CDF.
La CDF può autorizzare il vescovo locale a istruire un processo penale amministrativo davanti a un delegato del vescovo locale, assistito da due assessori. Il sacerdote accusato è chiamato a rispondere alle accuse e a esaminare le prove. L'accusato ha il diritto di presentare ricorso alla CDF contro un decreto che lo condanni a una pena canonica. La decisione dei cardinali membri della CDF è definitiva.
Qualora il sacerdote venga giudicato colpevole, i due procedimenti - giudiziario e amministrativo penale - possono condannarlo a un certo numero di pene canoniche, la più seria delle quali è la dimissione dallo stato clericale. Anche la questione dei danni subiti può essere trattata direttamente durante queste procedure.
2. Casi riferiti direttamente dal Santo Padre
In casi particolarmente gravi, in cui processi civili criminali abbiano ritenuto colpevole di abusi sessuali su minori un religioso, o in cui le prove siano schiaccianti, la CDF può scegliere di portare questo caso direttamente al Santo Padre con la richiesta che il Papa emetta un decreto di dimissione dallo stato clericale "ex officio". Non esiste ricorso canonico dopo un simile decreto papale.
La CDF porta al Santo Padre anche richieste di sacerdoti accusati che, consapevoli dei crimini commessi, chiedano di essere dispensati dagli obblighi del sacerdozio e chiedano di tornare allo stato laicale. Il Santo Padre concede tale richiesta per il bene della Chiesa ("pro bono Ecclesiae").
3. Misure disciplinari
In quei casi in cui il sacerdote accusato abbia ammesso i propri crimini e abbia accettato di vivere una vita di preghiera e penitenza, la CDF autorizza il vescovo locale a emettere un decreto che proibisce o limita il ministero pubblico di tale sacerdote. Tali decreti sono imposti tramite un precetto penale che comprendono una pena canonica per la violazione delle condizioni del decreto, non esclusa la dimissione dallo stato clericale. Contro questi decreti è possibile il ricorso alla CDF . La decisione della CDF è definitiva.
C. La revisione del Motu Proprio
La CDF ha in corso una revisione di alcuni articoli del Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela, al fine di aggiornare il suddetto motu proprio del 2001 alla luce delle speciali facoltà riconosciute alla CDF dai Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Le modifiche proposte e sotto discussione non cambieranno le suddette procedure.
Fonte: http://www.vatican.va/resources/resources_guide-CDF-procedures_it.html
Saturday, March 27, 2010
15 settembre, 2008 BLOG NEWS E M.A.V.A.F.F.A.N.C.U.L.P. CONDANNANO IL PAPA
( Movimento , anarchico , volontario , antiautoritario , felizzanese , fottutamente , antipatico , noncurante , comunitario , umanitario , liberal , pacifista ) , creammo un meraviglioso Papa banner
, riferito al "nostro" amato Ratzinger , io difendo i preti pedofili ! Siamo veramente contenti che il The New York Times
parli di questi fatti orribili e insabbiamenti che il clero ci ha abituato da secoli : Vatican Declined to Defrock U.S. Priest Who Abused Boys ( Vaticano ha rifiutato di sconsacrare sacerdote americano che ha abusato di un ragazzino )
, Church Adds More Abuse Cases to Its Inquiry in Germany ( Chiesa Aggiunge Altre cause abuso per il suo esame in Germania )
Il comportamento pedofilo dei preti non può essere spiegato con la semplice repressione sessuale, nemmeno se esasperata e prolungata negli anni.
Possiamo infine concludere che il pedofilo, sia esso prete o no, è una persona con gravi problemi, che in modo irrazionale, deviante e purtroppo dannoso per gli altri, cerca sé stesso e la sua perduta identità sessuale. Nel caso in cui il pedofilo sia un prete, la situazione è resa ancora più complessa a causa della nefasta influenza psichica di quella teologia che è stata oggetto dei suoi studi, della sua formazione e della sua vita.
L’omertà della chiesa, e le sue solite negazioni dell’evidenza, oltretutto, impediscono a questi preti di essere curati, supportati da specialisti della psicologia, magari portati in psicoterapia. E perché no, studiati di più, affinché si possa tentare di prevenire il continuo ripetersi di questi fenomeni.
Evidentemente la chiesa preferisce tenersi dei preti pedofili, che continueranno a fare vittime innocenti, piuttosto che correre il rischio di confrontarsi con delle menti liberate.
Thursday, February 19, 2009
"Stop sexual tourism"
Quindi il minimo che posso fare sono 2 banner : copiate il codice ed inseritelo nel vostro sito oppure blog , nel 2009 non è più sopportabile questa usanza barbara .

Cosa dice la legge 269 .
Legge 3 agosto 1998, n. 269 (in Gazz. Uff., 10 agosto, n. 185). - Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù.
Preambolo
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:
Articolo 1
Modifiche al codice penale.
1. In adesione ai princìpi della Convenzione sui diritti del fanciullo, ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, e a quanto sancito dalla dichiarazione finale della Conferenza mondiale di Stoccolma, adottata il 31 agosto 1996, la tutela dei fanciulli contro ogni forma di sfruttamento e violenza sessuale a salvaguardia del loro sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale, costituisce obiettivo primario perseguito dall'Italia. A tal fine nella sezione I del capo III del titolo XII del libro secondo del codice penale, dopo l'art. 600 sono inseriti gli articoli da 600- bis a 600- septies , introdotti dagli articoli 2, 3, 4, 5, 6 e 7 della presente legge.
Articolo 2
Prostituzione minorile.
1. Dopo l'art. 600 del codice penale è inserito il seguente:
"Art. 600- bis ( Prostituzione minorile ). - Chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da lire trenta milioni a lire trecento milioni.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa fra i quattordici ed i sedici anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni o con la multa non inferiore a lire dieci milioni. La pena è ridotta di un terzo se colui che commette il fatto è persona minore degli anni diciotto".
2. Dopo l'art. 25 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, è inserito il seguente:
"Art. 25- bis ( Minori che esercitano la prostituzione o vittime di reati a carattere sessuale ). - 1 . Il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, qualora abbia notizia che un minore degli anni diciotto esercita la prostituzione, ne dà immediata notizia alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, che promuove i procedimenti per la tutela del minore e può proporre al tribunale per i minorenni la nomina di un curatore. Il tribunale per i minorenni adotta i provvedimenti utili all'assistenza, anche di carattere psicologico, al recupero e al reinserimento del minore. Nei casi di urgenza il tribunale per i minorenni procede d'ufficio.
2. Qualora un minore degli anni diciotto straniero, privo di assistenza in Italia, sia vittima di uno dei delitti di cui agli articoli 600- bis, 600- ter e 601, secondo comma, del codice penale, il tribunale per i minorenni adotta in via di urgenza le misure di cui al comma 1 e, prima di confermare i provvedimenti adottati nell'interesse del minore, avvalendosi degli strumenti previsti dalle convenzioni internazionali, prende gli opportuni accordi, tramite il Ministero degli affari esteri, con le autorità dello Stato di origine o di appartenenza".
Articolo 3
Pornografia minorile.
1. Dopo l'art. 600- bis del codice penale, introdotto dall'art. 2, comma 1, della presente legge, è inserito il seguente:
"Art. 600- ter ( Pornografia minorile ). - Chiunque sfrutta minori degli anni diciotto al fine di realizzare esibizioni pornografiche o di produrre materiale pornografico è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da lire cinquanta milioni a lire cinquecento milioni.
Alla stessa pena soggiace chi fa commercio del materiale pornografico di cui al primo comma.
Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui al primo e al secondo comma, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma, ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire cinque milioni a lire cento milioni.
Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui ai commi primo, secondo e terzo, consapevolmente cede ad altri, anche a titolo gratuito, materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da lire tre milioni a lire dieci milioni".
Articolo 4
Detenzione di materiale pornografico.
1. Dopo l'art. 600- ter del codice penale introdotto dall'art. 3 della presente legge, è inserito il seguente:
"Art. 600- quater ( Detenzione di materiale pornografico ). - Chiunque. al di fuori delle ipotesi previste nell'art. 600- ter , consapevolmente si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a lire tre milioni".
Articolo 5
Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile.
1. Dopo l'art. 600- quater del codice penale, introdotto dall'art. 4 della presente legge, è inserito il seguente: "Art. 600- quinquies ( Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile ). - Chiunque organizza o propaganda viaggi finalizzati alla fruizione di attività di prostituzione a danno di minori o comunque comprendenti tale attività è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da lire trenta milioni a lire trecento milioni".
Articolo 6
Circostanze aggravanti ed attenuanti.
1. Dopo l'art. 600- quinquies del codice penale, introdotto dall'art. 5 della presente legge, è inserito il seguente:
"Art. 600- sexies ( Circostanze aggravanti ed attenuanti ). - Nei casi previsti dagli articoli 600- bis , primo comma, 600- ter , primo comma, e 600- quinquies la pena è aumentata da un terzo alla metà se il fatto è commesso in danno di minore degli anni quattordici.
Nei casi previsti dagli articoli 600- bis , primo comma, e 600- ter la pena è aumentata dalla metà ai due terzi se il fatto è commesso da un ascendente, dal genitore adottivo, o dal loro coniuge o convivente, dal coniuge o da affini entro il secondo grado, da parenti fino al quarto grado collaterale, dal tutore o da persona a cui il minore è stato affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza, custodia, lavoro, ovvero da pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio nell'esercizio delle loro funzioni ovvero se è commesso in danno di minore in stato di infermità o minorazione psichica, naturale o provocata. Nei casi previsti dagli articoli 600- bis , primo comma, e 600- ter la pena è aumentata se il fatto è commesso con violenza o minaccia. Nei casi previsti dagli articoli 600- bis e 600- ter la pena è ridotta da un terzo alla metà per chi si adopera concretamente in modo che il minore degli anni diciotto riacquisti la propria autonomia e libertà".
Articolo 7
Pene accessorie.
1. Dopo l'art. 600- sexies del codice penale, introdotto dall'art. 6 della presente legge, è inserito il seguente:
"Art. 600- septies ( Pene accessorie ). - Nel caso di condanna per i delitti previsti dagli articoli 600- bis , 600- ter , 600- quater e 600- quinquies è sempre ordinata la confisca di cui all'art. 240 ed è disposta la chiusura degli esercizi la cui attività risulti finalizzata ai delitti previsti dai predetti articoli, nonchè la revoca della licenza d'esercizio o della concessione o dell'autorizzazione per le emittenti radiotelevisive".
Articolo 8
Tutela delle generalità e dell'immagine del minore.
1. All'art. 734- bis del codice penale, prima delle parole: "609- bis " sono inserite le seguenti: "600- bis , 600- ter , 600- quater , 600- quinquies, ".
Articolo 9
Tratta di minori.
1. All'art. 601 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente comma:
"Chiunque commette tratta o comunque fa commercio di minori degli anni diciotto al fine di indurli alla prostituzione è punito con la reclusione da sei a venti anni".
Articolo 10
Fatto commesso all'estero.
1. L'art. 604 del codice penale è sostituito dal seguente:
"Art. 604 ( Fatto commesso all'estero ). - Le disposizioni di questa sezione, nonchè quelle previste dagli articoli 609- bis , 609- ter , 609- quater e 609- quinquies , si applicano altresì quando il fatto è commesso all'estero da cittadino italiano, ovvero in danno di cittadino italiano, ovvero da cittadino straniero in concorso con cittadino italiano. In quest'ultima ipotesi il cittadino straniero è punibile quando si tratta di delitto per il quale è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni e quando vi è stata richiesta del Ministro di grazia e giustizia".
Articolo 11
Arresto obbligatorio in flagranza.
1. All'art. 380, comma 2, lettera d ), del codice di procedura penale, dopo le parole: "art. 600" sono inserite le seguenti: ",delitto di prostituzione minorile previsto dall'art. 600- bis , primo comma, delitto di pornografia minorile previsto dall'art. 600- ter , commi primo e secondo, e delitto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile previsto dall'art. 600- quinquies ".
Articolo 12
Intercettazioni.
1. All'art. 266 del codice di procedura penale, al comma 1, dopo la lettera f ), è aggiunta la seguente:
" f-bis ) delitti previsti dall'art. 600- ter , terzo comma, del codice penale".
Articolo 13
Disposizioni processuali.
1. Nell'art. 33- bis del codice di procedura penale, introdotto dall'art. 169 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, al comma 1, lettera c ), dopo le parole: "578, comma 1," sono inserite le seguenti: "da 600- bis a 600- sexies puniti con la reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni,".
2. All'art. 190- bis del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1- bis . La stessa disposizione si applica quando si procede per uno dei reati previsti dagli articoli 600- bis , primo comma, 600- ter , 600- quater , 600- quinquies , 609- bis , 609- ter , 609- quater , 609- quinquies e 609- octies del codice penale, se l'esame richiesto riguarda un testimone minore degli anni sedici".
3. All'art. 392, comma 1- bis , del codice di procedura penale, dopo le parole: "Nei procedimenti per i delitti di cui agli articoli" sono inserite le seguenti: "600- bis , 600- ter , 600- quinquies ,".
4. All'art. 398, comma 5- bis , del codice di procedura penale, dopo le parole: "ipotesi di reato previste dagli articoli" sono inserite le seguenti: "600- bis , 600- ter , 600- quinquies ,".
5 All'art. 472, comma 3- bis , del codice di procedura penale, dopo le parole: "delitti previsti dagli articoli" sono inserite le seguenti: "600- bis , 600- ter , 600- quinquies ,".
6. All'art. 498 del codice di procedura penale, dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti:
"4- bis . Si applicano, se una parte lo richiede ovvero se il presidente lo ritiene necessario, le modalità di cui all'art. 398, comma 5- bis .
4- ter . Quando si procede per i reati di cui agli articoli 600- bis , 600- ter , 600- quater ,600- quinquies , 609- bis , 609- ter , 609- quater e 609- octies del codice penale, l'esame del minore vittima del reato viene effettuato, su richiesta sua o del suo difensore, mediante l'uso di un vetro specchio unitamente ad un impianto citofonico".
7. All'art. 609- decies , primo comma, del codice penale, dopo le parole: "delitti previsti dagli articoli" sono inserite le seguenti: "600- bis , 600- ter , 600- quinquies ,".
Articolo 14
Attività di contrasto.
1. Nell'ambito delle operazioni disposte dal questore o dal responsabile di livello almeno provinciale dell'organismo di appartenenza, gli ufficiali di polizia giudiziaria delle strutture specializzate per la repressione dei delitti sessuali o per la tutela dei minori, ovvero di quelle istituite per il contrasto dei delitti di criminalità organizzata, possono, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria, al solo fine di acquisire elementi di prova in ordine ai delitti di cui agli articoli 600- bis , primo comma, 600- ter , commi primo, secondo e terzo, e 600- quinquies del codice penale, introdotti dalla presente legge, procedere all'acquisto simulato di materiale pornografico e alle relative attività di intermediazione, nonchè partecipare alle iniziative turistiche di cui all'art. 5 della presente legge. Dell'acquisto è data immediata comunicazione all'autorità giudiziaria che può, con decreto motivato, differire il sequestro sino alla conclusione delle indagini.
2. Nell'ambito dei compiti di polizia delle telecomunicazioni, definiti con il decreto di cui all'art. 1, comma 15, della legge 31 luglio 1997, n. 249, l'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione svolge, su richiesta dell'autorità giudiziaria, motivata a pena di nullità, le attività occorrenti per il contrasto dei delitti di cui agli articoli 600- bis , primo comma, 600- ter , commi primo, secondo e terzo, e 600- quinquies del codice penale commessi mediante l'impiego di sistemi informatici o mezzi di comunicazione telematica ovvero utilizzando reti di telecomunicazione disponibili al pubblico. A tal fine, il personale addetto può utilizzare indicazioni di copertura, anche per attivare siti nelle reti, realizzare o gestire aree di comunicazione o scambio su reti o sistemi telematici, ovvero per partecipare ad esse. Il predetto personale specializzato effettua con le medesime finalità le attività di cui al comma 1 anche per via telematica.
3. L'autorità giudiziaria può, con decreto motivato, ritardare l'emissione o disporre che sia ritardata l'esecuzione dei provvedimenti di cattura, arresto o sequestro, quando sia necessario per acquisire rilevanti elementi probatori, ovvero per l'individuazione o la cattura dei responsabili dei delitti di cui agli articoli 600- bis , primo comma, 600- ter , commi primo, secondo e terzo, e 600- quinquies del codice penale. Quando è identificata o identificabile la persona offesa dal reato, il provvedimento è adottato sentito il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni nella cui circoscrizione il minorenne abitualmente dimora.
4. L'autorità giudiziaria può affidare il materiale o i beni sequestrati in applicazione della presente legge, in custodia giudiziale con facoltà d'uso, agli organi di polizia giudiziaria che ne facciano richiesta per l'impiego nelle attività di contrasto di cui al presente articolo.
Articolo 15
Accertamenti sanitari.
1. All'art. 16, comma 1, della legge 15 febbraio 1996, n. 66, dopo le parole: "per i delitti di cui agli articoli" sono inserite le seguenti: "600- bis , secondo comma,".
Articolo 16
Comunicazioni agli utenti.
1. Gli operatori turistici che organizzano viaggi collettivi o individuali in Paesi esteri hanno obbligo, per un periodo non inferiore a tre anni decorrenti dalla data di cui al comma 2, di inserire in maniera evidente nei materiali propagandistici, nei programmi o, in mancanza dei primi, nei documenti di viaggio consegnati agli utenti, nonchè nei propri cataloghi generali o relativi a singole destinazioni, la seguente avvertenza: "Comunicazione obbligatoria ai sensi dell'articolo ... della legge ... n. ... - La legge italiana punisce con la pena della reclusione i reati inerenti alla prostituzione e alla pornografia minorile, anche se gli stessi sono commessi all'estero".
2. Quanto prescritto nel comma 1 si applica con riferimento ai materiali illustrativi o pubblicitari o ai documenti utilizzati successivamente al centottantesimo giorno dopo la data di entrata in vigore della presente legge.
3. Gli operatori turistici che violano l'obbligo di cui al comma 1 sono assoggettati alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dieci milioni.
Articolo 17
Attività di coordinamento.
1. Sono attribuite alla Presidenza del Consiglio dei ministri, fatte salve le disposizioni della legge 28 agosto 1997, n. 285, le funzioni di coordinamento delle attività svolte da tutte le pubbliche amministrazioni, relative alla prevenzione, assistenza, anche in sede legale, e tutela dei minori dallo sfruttamento sessuale e dall'abuso sessuale. Il Presidente del Consiglio dei ministri presenta ogni anno al Parlamento una relazione sull'attività svolta ai sensi del comma 3.
2. Le multe irrogate, le somme di denaro confiscate e quelle derivanti dalla vendita dei beni confiscati ai sensi della presente legge sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate su un apposito fondo da iscrivere nello stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri e destinate, nella misura di due terzi, a finanziare specifici programmi di prevenzione, assistenza e recupero psicoterapeutico dei minori degli anni diciotto vittime dei delitti di cui agli articoli 600- bis , 600- ter , 600- quater e 600- quinquies del codice penale, introdotti dagli articoli 2, comma 1, 3, 4 e 5 della presente legge. La parte residua del fondo è destinata, nei limiti delle risorse effettivamente disponibili, al recupero di coloro che, riconosciuti responsabili dei delitti previsti dagli articoli 600- bis , secondo comma, 600- ter , terzo comma, e 600- quater del codice penale, facciano apposita richiesta. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Nello svolgimento delle funzioni di cui al comma 1, la Presidenza del Consiglio dei Ministri:
a) acquisisce dati e informazioni, a livello nazionale ed internazionale, sull'attività svolta per la prevenzione e la repressione e sulle strategie di contrasto programmate o realizzate da altri Stati;
b ) promuove, in collaborazione con i Ministeri della pubblica istruzione, della sanità, dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, di grazia e giustizia e degli affari esteri, studi e ricerche relativi agli aspetti sociali, sanitari e giudiziari dei fenomeni di sfruttamento sessuale dei minori;
c ) partecipa, d'intesa con il Ministero degli affari esteri, agli organismi comunitari e internazionali aventi compiti di tutela dei minori dallo sfruttamento sessuale.
4. Per lo svolgimento delle attività di cui ai commi 1 e 3 è autorizzata la spesa di lire cento milioni annue. Al relativo onere si fa fronte mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1998-2000, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno 1998, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
5. Il Ministro dell'interno, in virtù dell'accordo adottato dai Ministri di giustizia europei in data 27 settembre 1996, volto ad estendere la competenza di EUROPOL anche ai reati di sfruttamento sessuale di minori, istituisce, presso la squadra mobile di ogni questura, una unità specializzata di polizia giudiziaria, avente il compito di condurre le indagini sul territorio nella materia regolata dalla presente legge.
6. Il Ministero dell'interno istituisce altresì presso la sede centrale della questura un nucleo, di polizia giudiziaria avente il compito di raccogliere tutte le informazioni relative alle indagini nella materia regolata dalla presente legge e di coordinarle con le sezioni analoghe esistenti negli altri Paesi europei.
7. L'unità specializzata ed il nucleo di polizia giudiziaria sono istituiti nei limiti delle strutture, dei mezzi e delle vigenti dotazioni organiche, nonchè degli stanziamenti iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'interno.
Articolo 18
Abrogazione di norme.
1. All'art. 4, n. 2), della legge 20 febbraio 1958, n. 75 e successive modificazioni, le parole: "di persona minore degli anni 21 o" sono soppresse.
Articolo 19
Entrata in vigore.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Saturday, February 14, 2009
Una giornata per gridare NO al turismo sessuale potrebbe unire la rete al di là dei colori politici?

I dati forniti da studi specifici hanno prodotto stime agghiaccianti, forse addirittura da valutare per difetto: i minori sfruttati assommano in Brasile a 500.000, Thailandia 300.000, Filippine 100.000, Nepal 150.000, Cina 600.000, India 575.000, Repubblica Dominicana 30.000, Pakistan 40.000, Russia 50.000, Sri Lanka 30.000, Taiwan 60.000, Vietnam 40.000, Kenya 15.000, ma anche nel cuore dell'Unione Europea prende piede il fenomeno e ne è un paradigma la città bulgara di Sandansky, dove su 30.000 abitanti vi è una concentrazione di duemila baby prostitute.
Nel 2009 non è più sopportabile questa usanza barbara, ed è per questo motivo, che prendendo spunto da un appello apparso il mese scorso, alcuni blogger si sono uniti ed hanno dato vita a questa giornata in cui è necessario urlare NO al turismo sessuale. Saamaya, Saturninox, Riciardengo, Lindayouandus hanno dato il loro pieno appoggio e nutrono la speranza di poter aggreagare ulteriori consensi ed adesioni, in maniera da postare il 18 febbraio, lungo l'intero arco della giornata, post e news specifiche sugli aggregatori di notizie, in particolare su Ok Notizie per dare al movimento maggior visibilità.

E' possibile sperare che l'iniziativa incontri un favore tale da permettere il superamento delle barriere ideologiche, delle coloriture politiche ed unisca la blogosfera e gli utenti della rete, almeno per una giornata? Confido positivamente nella bontà dell'iniziativa e nell'intelligenza degli utenti affinchè non debbano sgorgare più lacrime sul volto di un bimbo, un passo in più verso l'umanità e la civilta, o solo anche per sollecitare leggi severissime in materia.
Tuesday, January 13, 2009
LA PENOSA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA SPIRITUALE ( Parte 2 )
approccio ha avuto un sostanziale impatto sulla risposta al chierico e alla vittima. In linea con la teologia cattolica sulla penitenza e sulla misericordia, il chierico colpevole è incoraggiato a riflettere sulla sua azione peccaminosa, a ricercare il perdono di Dio non ripetendo l'atto in futuro. Le vittime sono incoraggiate a perdonare chi ha abusato di loro. Questa enfasi irrealistica non è sull'abuso e sul suo potere distruttivo sulle vittime, ma su un immaginario futuro in cui l'abuso sessuale non sia causa di imbarazzo per la chiesa istituzionale. L'errore di considerare l'abuso del clero solo in termini di peccato risiede nel fatto che in tal modo viene sottaciuta la valenza criminale dell'atto.
Serve inoltre come distrazione dal criterio di responsabilità del soggetto, così come del sistema ecclesiastico che ha formato, legittimato e coperto l'abuso del chierico.
Evitando di andare oltre la dimensione morale dell'abuso sessuale, la leadership ecclesiastica ha fallito nel comprendere gli effetti complessi e subdoli degli abusi sulle vittime. [5] Nel recente passato non è inusuale che uomini di chiesa abbiano chiesto alle vittime di "lasciare il passato alle spalle e andare avanti". Questo atteggiamento è irrealistico e ingenuo dal momento che prevede che un pedofilo compulsivo o un efebofilo "si penta e non lo faccia più". I vescovi cattolici in generale hanno una scarsa consapevolezza della natura di questa disfunzione sessuale e ancor meno degli effetti devastanti dell'abuso sulle vittime. Prima del 1984 sembra che nessun gruppo di vescovi abbia mai sponsorizzato una formazione sugli effetti di un abuso. Tra il 1985 e il 2002 si sono tenuti numerosi seminari e conferenze negli Stati Uniti sul problema degli abusi sessuali del
clero. In molti di questi psichiatri e psicologi erano relatori, sebbene essi si limitassero a descrivere la patologia di chi abusava. Le discussioni ufficiali della chiesa sul benessere delle vittime sono state rarissime.
Storicamente non esiste documentazione sufficiente sul modo con cui gli ufficiali ecclesiastici abbiano gestito le vittime, ammesso che l'abbiano fatto. Uno studio italiano che risale al XVI secolo descrive come un giovane adolescente, vittima di un chierico, fosse stato punito per aver intrapreso atti sessuali illeciti, ma la punizione fu minima poiché gli atti erano avvenuti contro la sua volontà. [6] La premessa era che tutte le attività sessuali al di fuori del matrimonio fossero gravemente peccaminose e ogni attività sessuale prevedesse una seppur minimo assenso volontario. Oltre a considerare gli effetti sulle vittime dal punto di vista morale non c'è documentazione sufficiente che evidenzi una preoccupazione per l'impatto emotivo e spirituale dell'abuso compiuto da un chierico. Questa mancanza di attenzione ai bisogni delle vittime si è protratta fino ai tempi nostri.
Ad oggi non ci sono state iniziative sponsorizzate ufficialmente dalla chiesa cattolica, a partire dal Vaticano fino alle diocesi, che esplorino l'impatto dell'abuso sulle vittime e consentano di prevedere
strumenti efficaci per assisterle e sostenerle.